
Autore: Paolo de Lorenzis
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In questo articolo scoprirai tutta la verità sul latte e sui derivati. I retroscena degli allevamenti intensivi, le opinioni scientifiche e molte contraddizioni su questo alimento che viene promosso come salutare.
IL LATTE E’ DIGERIBILE?
Il latte di mucca è prodotto dall’animale per sfamare i suoi vitelli ai quali fa sicuramente bene, difatti, è l’alimento migliore per ogni lattante, ma nessun mammifero, a parte l’uomo, beve il latte materno dopo la dentizione. Noi, invece, siamo così ignoranti da non accorgerci di andare contro natura costringendo il nostro apparato digestivo a fare uno sforzo immane per trasformare questa sostanza così estranea alla nostra costituzione adulta. Infatti, a parte una piccola parte della popolazione mondiale, gli altri, perdono naturalmente gli enzimi (lattasi) necessari per la loro digestione ed assimilazione.
LATTE E INTOLLERANZE
Diversi studi confermano che, a parte una tolleranza maggiore nella razza caucasica, la percentuale di chi soffre di intolleranza al lattosio è molto elevata e può creare, nei soggetti intolleranti o sensibili, una serie di disturbi tra cui:
• Flatulenza: la presenza di gas è molto comune tra i consumatori di latticini ed errate combinazioni di cibo ne accentuano il problema. Spesso i gas creano l’addome gonfio e tirato e la pressione del gas è così forte che possono comparire forti dolori addominali e diverticoli. I gas sono, fondamentalmente, dovuti all’intolleranza al lattosio, a combinazioni alimentari errate o ad altri cibi incompatibili.
• Stitichezza: il latte è un cibo estremamente costipante a causa del suo basso contenuto di fibre. E’ difficilissimo rimediare ad una stitichezza senza togliere il latte ed i latticini dalla dieta.
• Diarrea: paradossalmente il lattosio potrebbe anche creare il fenomeno opposto a causa della sua scarsa digeribilità. Conseguentemente l'irritazione con l'eccesso di muco intestinale, potrebbero provocare la diarrea;
• Sviluppo dei parassiti intestinali: l’infiammazione creatasi fornisce, inoltre, un buon terreno per candida e vermi che a lungo andare possono anche danneggiare la mucosa intestinale oltre a creare tante altre problematiche.
• Gastrite e Ulcera gastrica: Pare che iI latte peggiori anche la gastrite, difatti, vari studi hanno recentemente dimostrato che il latte, una volta considerato il rimedio per le ulcere gastriche, è un ulteriore agente deteriorante e sicuramente pericoloso. Le gastriti o le ulcere, con un forte consumo di latte, potrebbero, dunque, peggiorare.
I RETROSCENA DEGLI ALLEVAMENTI INTENSIVI
Il latte di mucca d’oggi, non ha nulla a che vedere con il latte di una volta, munto dal contadino e consumato dopo la mungitura. Le mucche ora vengono sottoposte a ritmi produttivi che le snaturano. Gli allevamenti odierni sono quasi tutti di tipo intensivo e gli animali sono considerati solo per il loro valore economico. Le mucche sono costrette a vivere i pochi anni concessi in perenne stato di gravidanza, indotte da inseminazioni che si susseguono ininterrottamente.
Il concepimento avviene per via artificiale ed i vitelli appena nati vengono subito allontanati dalla mamma perché non impoveriscano le sue scorte di latte. Ciò permette all’allevatore di programmare la mungitura e sfruttare al massimo la produttività dell’animale. Dopo il parto, la mucca produce latte per circa dieci mesi, negli allevamenti, però, viene nuovamente fecondata ancor prima che la lattazione finisca, per una massima continuità nella mungitura.
La produzione del latte è del tutto meccanizzata e le mucche sono alimentate con proteine molto concentrate per aumentare e soddisfare le richieste di latte del mercato. Negli allevamenti vengono somministrati principalmente mangimi, costituiti da una miscela di cereali (orzo, mais, grano) e legumi (soia) ovviamente transgenici e pieni di pesticidi. Oltre al cibo, vengono somministrati nutrienti e farmaci, inclusi gli antibiotici, per prevenire o curare le malattie degli animali. Ovviamente, tutto ciò lo ritroveremo nel latte e in tutti i suoi derivati.
Grazie a questa metodologia intensiva di allevamento, la produzione di ogni singola mucca arriva ad essere di 40/60 litri al giorno, 10 volte superiore alla loro produzione naturale, quella che farebbero per alimentare i loro vitelli.
LA SALUTE DELLE MUCCHE
Chiaramente, tutto questo accanirsi per fini speculativi porta l’animale a contrarre una serie di problemi di salute come:
L’acidosi, che può rendere zoppo l’animale (ciò accade ogni anno al 25% delle mucche sfruttate nei caseifici);
Le mastiti: le mammelle diventane grosse e purulenti ed il pus insieme a del sangue inquina il latte;
La fragilità ossea: il peso eccessivo delle mammelle rendono il corpo dell’animale del tutto squilibrato e le articolazioni diventano fragili;
Il diffondersi di epidemie (possibili nonostante gli animali siano imbottiti di antibiotici) come le afte che sono diventate l’incubo degli allevatori.
Se la mucca è riuscita a resistere a tutta una vita malsana di schiavizzazione al servizio dell’uomo, ciò che la aspetta alla fine della sua carriera non è certo alcun tipo di gratitudine, difatti, a circa cinque o sei anni d’età, ormai esausta e sfruttata al massimo, la mucca verrà macellata. La sua vita, in natura, sarebbe durata circa 20 anni.
I TRATTAMENTI AL LATTE
I processi di trattamento del latte sono principalmente tre: La PASTORIZZAZIONE, la STERILIZZAZIONE, la SCREMATURA. Questi procedimenti eliminano molte, se non la maggior parte, delle vitamine termolabili e liposolubili contenute nel latte.
La pastorizzazione del latte è stato l'espediente commerciale per la vendita del latte e dei latticini creando un grandissimo mercato che probabilmente non avrebbe mai raggiunto le attuali proporzioni se non fosse stato per la pastorizzazione.
Pastorizzare significa, in definitiva, rendere il latte più duraturo e di uso più pratico, proprio grazie a questo trattamento è possibile utilizzare il latte per una grande varietà di prodotti.
Come avviene la Pastorizzazione? Il latte viene riscaldato a temperature relativamente basse (generalmente tra 72°C e 75°C per pochi secondi) per eliminare i batteri patogeni e renderlo sicuro per un tempo limitato.
La Sterilizzazione (UHT): Il latte viene riscaldato a temperature molto elevate (superiori a 135°C) per pochi secondi, eliminando tutti i microrganismi e prolungando la sua conservazione.
La Scrematura del latte avviene in due fasi: con la centrifugazione, il latte viene fatto ruotare ad alta velocità in una centrifuga. I grassi, essendo più leggeri, si separano e vengono raccolti, lasciando il latte parzialmente scremato. Con la microfiltrazione, invece, il latte viene fatto passare attraverso filtri molto sottili che separano i batteri e le particelle di grasso, ottenendo un latte totalmente scremato. Entrambi i procedimenti impoveriscono il latte di vitamine liposolubili importanti come la Vitamina D.
COSA CONTIENE IL LATTE?
Il latte di mucca contiene ormoni, allergeni, colesterolo e inoltre, contiene quantità misurabili di erbicidi, insetticidi, antibiotici e sostanze chimiche tra cui la diossina, sostanza notoriamente cancerogena. Tra i principali ormoni contenuti nel latte e nei prodotti caseari abbiamo: prolattina, steroidi inclusi estrogeni, progesterone, corticoidi e androgeni. Inoltre, è stata segnalata l’esistenza di altri ormoni come le prostaglandine ed il fattore di crescita ( vedi tabelle sottostanti).
Il fattore di crescita (IGF-1) è da considerarsi come un “combustibile” per qualsiasi cellula, compresa quella cancerosa che tenderà dunque a crescere maggiormente, se stimolata da quantità rilevanti di questo ormone. Ma gli effetti degli ormoni presenti nel latte non si limitano a questo, bensì, come da studi citati qui sotto in bibliografia, gli estrogeni contenuti in esso, potrebbero causare alterazioni alla fertilità delle donne e una diminuzione di testosterone negli uomini che potrebbe conseguentemente far diminuire la libido e le caratteristiche sessuali maschili oppure creare una serie di disturbi ormonali e mestruali nelle donne come anche il menarca prematuro nelle bambine.
Le conclusioni scientifiche sulle conseguenze potenzialmente dannose riguardo queste sostanze attive nel latte sono riassunte in uno studio pubblicato su PubMed (vedi fonti e bibliografia in appendice) che trae questa conclusione: “I dati raccolti da altri ricercatori e i nostri dati indicano che la presenza di ormoni steroidei nei latticini potrebbe essere considerata un importante fattore di rischio per vari tumori negli esseri umani. I dati raccolti in questo documento di revisione potrebbero suggerire metodi di rilevamento analitici più sofisticati per la determinazione degli estrogeni e potrebbero anche essere considerati una notevole preoccupazione per i consumatori, i produttori e le autorità sanitarie pubbliche”.

LATTE SENZA LATTOSIO
Molti nutrizionisti e gli stessi consumatori hanno iniziato a ricredersi circa l’importanza del latte e persino sulla sua sicurezza come cibo da usarsi tutti i giorni.
In commercio, pertanto, si sono diffusi i prodotti senza il famoso zucchero che crea intolleranza, il lattosio, e in qualsiasi supermercato si trovano una vasta gamma di prodotti delattosizzati, purtroppo, non sono la soluzione del problema in quanto il problema della digeribilità e dell'infiammazione conseguente pare che si possa estendere anche alla proteina del latte come la caseina che si trova anche nei prodotti senza lattosio. Inoltre, restano tutti gli altri problemi che ti ho ampiamente descritto finora.
CALCIO NEL LATTE O… UN CALCIO AL LATTE?
Il latte di mucca ha un contenuto di calcio tre volte superiore al latte materno, ma per venire assimilato dal corpo, dovrebbe contenere livelli di magnesio altrettanto elevati, purtroppo così non è.
Il calcio non assimilato potrebbe venire eliminato dal corpo attraverso l’urina che, satura di sali di calcio, può provocare precipitazioni e cristallizzazioni. Questi cristalli possono rimanere intrappolati nei reni e, di conseguenza, potrebbero aumentare fino a formare calcoli. Alcuni studi hanno dimostrato un aumento di fattori di rischio per la formazione di calcoli nelle urine in seguito a una dieta con molte proteine e calcio, come il formaggio o il latte.
A prova di ciò, ci sono studi fatti negli USA su persone di 65 anni di età: i risultati hanno dimostrato che nei paesi con più consumo di latticini, ci sono tassi più alti di osteoporosi e fratture. Un altro studio durato 12 anni su 77.761 donne ha concluso che i dati raccolti non supportano l'ipotesi che un maggior consumo di latte protegga dalle fratture dell'anca e dell'avambraccio. E’ da sfatare, dunque, il mito che recita che per evitare l’osteoporosi occorra consumare molto latte e formaggio. Ma ci sono anche dei dati a favore: la Fondazione Veronesi e l’AIRC, affermano che il latte può ridurre il rischio di tumore al colon-retto, proprio grazie al contenuto di calcio, che sembra legarsi agli acidi biliari e ridurre l'infiammazione intestinale. Ma dall'altra ci sono studi che affermano che lo stesso potrebbe aumentare il rischio di tumore alla prostata. In pratica la scienza dice: bene per il colon, male per la prostata! Una domanda mi sorge spontanea: "ma perchè spingere un alimento che può fare male da una parte e bene dall'altra quando, invece, in natura ci sono alimenti che danno benefici simili ma a 360 gradi su tutto il corpo"?
DUNQUE, CHE FARE?
Come puoi ben immaginare, ci sono moltissimi interessi economici in palio, dalle quote latte della comunità europea fino ai guadagni milionari delle grosse multinazionali produttrici, quindi, è difficile che qualche figura imminente della comunità scientifica ti inviti a non bere, né consumare latte e derivati.
Allora, che fare? Io adotto un sistema quando ho qualche dubbio: osservo la natura e provo verificando personalmente, in base ai risultati che ottengo, so che cosa è bene fare.
Infatti, provando a togliere per un periodo gli alimenti in questione mi sono reso conto subito di alcuni benefici come: la riduzione dei problemi digestivi, il miglioramento dell’equilibrio intestinale e quello delle vie respiratorie.
Questi benefici ricompensano largamente la fatica di aver eliminato il latte ed i latticini. Per quanto ti riguarda, scegli una strada che ritieni più opportuna per te.
Il Giornale per la Protezione della Salute – Speciale Latte e Formaggio, Terza edizione – www.aidaea.org
Dairy products linked to increased risk of cancer – 6 MAY 2022 – University of Oxford
Dairy consumption and risks of total and site-specific cancers in Chinese adults: an 11-year prospective study of 0.5 million people – BMC Medicine
Latte, calcio alimentare e fratture ossee nelle donne: uno studio prospettico di 12 anni – D Feskanich 1, WC Willett , MJ Stampfer , GA Colditz
Ormoni nei latticini e il loro impatto sulla salute pubblica – Un articolo di revisione narrativa – Hassan MALEKINEJAD e Aysa REZABAKHSH
Il consumo di latticini è associato agli ormoni riproduttivi e all’anovulazione sporadica nelle donne sane in premenopausa – Kim Keewan Wactawski Wende, Jean MichelsKara A., ChaljubEllen N., SjaardaLindsey A., Mumford Sunnita L.
Esposizione agli estrogeni esogeni attraverso l’assunzione di latte commerciale prodotto da mucche gravide – Kazumi Maruyama, Tomoe Oshima, Kenji Ohyama
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Bovine β-Casomorphins: Friends or Foes? A comprehensive assessment of evidence from in vitro and ex vivo studies - ScienceDirect
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